MOSTRA Il paesaggio di Sicilia

Schede di Maurizio Lucchese

Dipinto di Ivana Di Pisa

 

In questo dipinto straordinario di Ivana Di Pisa colgo tutta quella atmosfera che la nostra artista ha voluto tessere nella sua tela con una sensibilità rivolta verso la pittura impressionista, usando la spatola in maniera eccellente, catturando l’osservatore molto attento, molto decisa, con l’intento di rivoluzionare le leggi scientifiche, giocando molto sulla scomposizione della luce. Posso affermare che questa artista, attraverso il suo stile, ha già raggiunto quella maturità ed una certa abilità nell’ usare lo strumento, in questo caso la spatola, con una fluidità tipica dei più bravi maestri. Questo paesaggio molto bello è ricco di tonalità che vanno dal verde scuro, al violetto, all’azzurro, con la torre normanna che spicca sullo sfondo, dando quell’ aspetto più effimero del reale.

 

 

 


 

Dipinto di Letizia Mannina

 

Questo tramonto olio su tela di Letizia Mannina, frutto di un accurato studio particolarmente fedele al suo genere di pittura, è indubbiamente influenzato dalla necessità di creare qualcosa che metta in risalto il significato di questa sua intenzione di evidenziare una meravigliosa effusione cromatica, rappresentandola con un grado massimo di fluidità e lineare coerenza con il suo stile molto raffinato. Questo paesaggio fatto di montagna e mare non è altro che il riassunto che Letizia Mannina intende riproporre all’ osservatore sul tema del paesaggio siciliano con la tecnica dell’olio che lei usa in maniera libera e agile, tanto da richiamare suggestivamente la maniera sciolta dei pittori a pastello. Brava Letizia!

 

 

 

 


 

Dipinto di Cinzia Romano – La torre Normanna

 

Cinzia Romano per il paesaggio di Sicilia propone questa opera, un acrilico su tela raffigurante un classico della nostra terra di Sicilia: la torre normanna. Cinzia in questa opera impiega delle grosse pennellate colorate che delimitano la divisione delle superfici in fasce di colore che confondono la articolazione del piano e i suoi limiti. L’espressività di questa opera è caratterizzata da un primo piano molto frontalizzato che si staglia su uno sfondo prospettico e che avrà come conseguenza quella di sopprimere l’illusione della profondità che invece il reticolo prospettico della tela sembrerebbe creare. Da questa violenta e continua contraddizione (frontalità-prospettiva), in cui l’uno e l’altro dei termini sono recisamente distinti, deriva una instabilità spaziale piena di promesse per un arte futura, quella di Cinzia Romano. L’ azzurro del mare che si staglia sulle rocce creando così un entusiasmante movimento che sembra quasi restituire alla nostra brava artista poliedrica quella spontaneità che può diventare presto la sua visione interiore, instaurando così il suo rapporto con l’arte in qualcosa di grande espressione spirituale e misteriosa.

 


 

Dipinto di Ugo Catinella – Montepellegrino visto da Mondello.

 

Questo paesaggio un po’ fantastico di Ugo Catinella che raffigura Montepellegrino visto da Mondello sembra ricordare le vecchie cartoline di una volta fatte a mano che si usavano per salutare i nostri amici dai luoghi di vacanza. Ugo Catinella in questo dipinto mette subito in risalto la barca come se volesse dimostrare l’interesse emotivo-psicologico che il nostro autore intende trasmettere al fruitore. Con questi toni freddi, il blu intenso del mare, il verde del Montepellegrino sullo sfondo sono colori che non traducono una sensazione visiva, ma una reazione affettiva dell’artista. Ugo Catinella con questo dipinto identifica una bellezza mai vista, quasi soprannaturale, al di là del diverso naturalismo del bello classico e del romantico.

 

 


 

 

Dipinto di   Ketty Tamburello – Lo Stromboli

 

Questo dipinto di Ketty Tamburello che raffigura lo Stromboli, il vulcano più attivo del mondo, è caratterizzato fondamentalmente dall’uso di questi colori caldi, molto accesi, che lei usa per evidenziare tutta la furia dell’eruzione in corso. Ketty Tamburello, artista poliedrica, intraprende quest’ opera con la consapevolezza delle sue doti straordinarie di comunicare con l’ osservatore facendolo diventare dialogatore del dipinto stesso.
Ketty con la sua preziosa e sofisticata opera contribuisce con la sua fantasia intellettuale a far rivivere sulla tela un fenomeno naturale quale è appunto l’eruzione del vulcano.
Con questo dipinto Ketty Tamburello è testimone di un profondo cambiamento momentaneo della sua pittura, concentrandosi sul tema del paesaggio siciliano, elaborando tutte le sue doti di espressione artistica con un risultato a mio modo molto eccellente.
Il suggestivo dipinto dello Stromboli non è altro che il risultato di un indagine approfondita da parte dell’artista sull’ uso dei colori è sullo studio del fenomeno naturale che in questo caso costituisce un motivo di grande interesse che Ketty produce nella sua tela con un saporoso realismo, consapevole di rappresentare una visione apocalittica, quasi infernale


 

Rita Gambino – Intreccio di colori mediterranei

 

Rita Gambino artista contemporanea tra le più importanti ed eleganti del panorama artistico internazionale, affronta il tema sul paesaggio di Sicilia con questo dipinto stilisticamente rappresentativo della sua inconfondibile arte, con un altissima conoscenza non solo della storia del colore, ma anche consapevole della sua abilità a rendere sensibile la cromaticità’ che è innata nel suo DNA.
Rita Gambino facente parte di una famiglia di grandi maestri tra cui voglio citare Pippo Gambino, affronta questa opera rivelando tutta la sua abilità nell’uso della pennellata, con quella maestria e quel gusto raffinato che fa’ di lei una massima esponente sul tema del paesaggio siciliano.
Rita a mio avviso con quest’opera si rende protagonista di una interpretazione a dir poco eccellente, dove il paesaggio a lei molto caro continua a giocare un ruolo molto importante, quasi fondamentale per la sua pittura. Questa campagna con l’intreccio di colori, con questa composizione tutta giocata su sobrie tonalità di colore, ravvivata dai tocchi di rosso, verde e blu, è animata da un enorme vitalità che si esprime in un linguaggio sontuoso e con un equilibrio formale e compositivo che rivela l’assimilazione dei modi della pittura novecentesca siciliana. Inoltre Rita Gambino in quest’opera conserva una singolare espressività frutto di una costante e febbrile ricerca sulla luce, elemento fondamentale per trasferire nella sua tela quell’impianto compositivo che caratterizza tutta la sua arte.


 

Dipinto di Rosario Cali -Terrazze a Palermo

 

Questo dipinto di Rosario Cali, ispiratosi sicuramente ai grandi maestri di fine ottocento e vorrei citare qui Giovanni Boldini, il pittore di donna Franca Florio, è frutto di un accurato studio sulla dialettica di un immagine di tipo post impressionista, tema a me molto caro, e dove Rosario Cali’ con la sua chiara intelligenza di autore raffina qui tanto la sua arte da fare quasi rivivere quel periodo della belle époque in questo dipinto che io definisco essere un gioiellino.
Rosario Cali artista contemporaneo mette in atto qui con molta disinvoltura tutta l’idea di un sapore romantico dell’arte come poesia e della poesia come vita, un modo di comunicare con il passato purificandolo e raffinandolo da farlo diventare quasi un patrimonio linguistico comune.
Il linguaggio figurativo che il nostro autore esprime in questo dipinto è frutto della sua conoscenza approfondita del territorio, mirata soprattutto a creare sostanzialmente una rappresentazione del bello integrato alla scenografia suggerita in questo caso dal panorama di Palermo, il golfo, e sullo sfondo il monte Pellegrino, da una terrazza che se non fosse perché posta al di là della città, potrebbe ricordare quella più nota e splendida di Villa Igea.
Rosario Cali inoltre con questo dipinto a mio avviso si annovera tra gli artisti più bravi del nostro territorio, identificandosi con questa tela di una bellezza mai vista, un binomio di un naturalismo del bello che va dal classico al romantico.

 


 

Dipinto di Cettina Pagano – Campagne bagheresi

 

Questo straordinario acquerello di Cettina Pagano raffigurante le campagne bagheresi è frutto di una intensa ricerca da parte dell’autrice e di uno studio che sostanzialmente vuole riflettere a mio avviso il motivo impressionista e dei grandi autori acquarellisti dell’epoca, con una sperimentazione del colore assai gradevole e sintesi di una possibile risposta al suo stato d’animo che sicuramente riflette l’esistenza di un romanticismo innato in lei. Cettina Pagano con questi giochi di colore, dal blu, al celeste, al verdino, riesce a trasformare le linee di contorno in un arabesco colorato, di una bellezza audace e spregiudicata, una bellezza dilagante con queste macchie di colore piene di sfumature e passaggi nella delicatezza dell’acquerello in questione, e dove la nostra autrice intenzionalmente imprime nella sua tela con una sublime spiritualità alternata alla sua quasi ossessione di creare qualcosa di magico, e devo dire che in questo caso c’è riuscita benissimo.
Questa campagna bagherese che lei sicuramente ama tantissimo è rappresentata qui con un processo di attribuzione di significato mediante il colore, analogo a quello per cui nell’immaginario collettivo si può definire un angelo bianco e celeste, dalle tonalità verdi, un lavoro che la nostra Cettina imposta nella sua tela caricando la di quel significato magico dove lei intende comunicare al fruitore una sua possibile interferenza tra il divino e la materia, tra il sacro e il profano


 

Dipinto di Nicoletta Mitello – Mondello 

 

L’atteggiamento superlativo che Nicoletta Militello adopera in questa sua opera intitolata “Mondello” è caratterizzata dalla percezione che l’artista in questione attiva non soltanto visivamente, ma anche psicologicamente, dove lei coglie la presenza molto al di là della sua intenzione di rappresentare il golfo di Mondello, mettendo a nudo tutte le sue capacità e qualità artistiche e coloristiche, tipiche della sua pittura.
Nicoletta Militello in questa opera si adopera soprattutto per cercare il bello, nella pienezza della luce e nello splendore del colore, che non è sostanzialmente diverso dal cercarlo, nella sua purezza e nella contemplazione della natura. L’ opera figurativa di Nicoletta Militello, un artista che io stimo tantissimo è intensificata dalla comunicazione, sollecitata da una percezione visiva che lei ha dell’ opera. Le barche che lei rappresenta in questa tela sono distribuite in maniera tale che seguono un ordine ben preciso, con sullo sfondo quello che sembra apparire il Monte Pellegrino, determinato da particolari condizioni di spazio e di luce e dal desiderio da parte di Nicoletta di catturare l’attenzione del pubblico che guarda quest’opera.

 

 

 

 

 


 

Dipinto di Carmen Frisina – Il disgelo

Carmen Frisina – Il disgelo

 

Carmen Frisina per il paesaggio di Sicilia propone questa opera chiamata ” il disgelo”, un opera che riflette in pieno il suo stile, fatto di romanticismo, e imperniata dalla sua relazione dialettica con due concetti ben precisi: il classico e il mondo mediterraneo, due concezioni queste alla base della sua più che decennale attività artistica. Quest’ opera, molto colorata, appunto perché vuole rappresentare la primavera dopo un inverno rigido nella campagna siciliana, è affrontata dall’artista con molta disinvoltura, stimolata dal principio un po’ metafisico che lei ha della natura, in questo ambiente sublime e misterioso, dove si percepisce nettamente il suo desiderio di concepire l’arte che non nasce dalla natura, ma dall’ arte stessa.
Carmen Frisina che ha alle spalle tantissime personali molto importanti, segue sempre nel suo operato di artista una tradizione classica, assai vivace, aumentando la sua forza quanto più di un immaginazione accesa, contemplata da quel suo romanticismo storico dove Carmen in alternativa oppone il suo stile moderno, anzi contemporaneo, giungendo fino a noi con una sua inconfondibile tecnica raffinata e individuale che fa’ rendere l’opera di un “bello romantico”, un bello soggettivo, caratteristico e notevole, quasi inimitabile


 

Dipinto di Annita Borino – Barca fiorita di punta barcarello 

 

Per capire l’opera di Annita Borino dobbiamo fare a mio avviso un passo indietro nel tempo, un tempo dove Annita decide che il pittoresco è una qualità che si deve ripercuotere sulla natura del gusto, è specialmente sul significato e il valore della sensazione così come è, fatta di una esperienza non nozionale o particolaristica del reale.
Il valore che Annita da’ nelle sue opere è frutto di una particolareggiata e costante ricerca del bello, con quella poetica del “pittoresco” che da al paesaggio o alla figura umana che lei molte volte propone, fatta di sensazione di sentimento, una natura fatta da sorgente del sentimento stesso.
Annita Borino in questo paesaggio che oltretutto a lei è molto caro perché ci vive, si nota una gradevolissima varietà di colori, tantissimi elementi che si contemplano in una visione di non sgomento e di una solitudine molto speranzosa.
La pittura di Annita Borino si esprime sempre con queste tonalità calde e luminose, che mettono in evidenza l’irregolarità’ e il carattere delle cose.
Il suo repertorio è il più vario possibile, la fattura è rapida e istintiva, che segue il gusto di una pittura giovane, seguace del romanticismo, ma anche del nuovo, nuovo inteso come sorgente di vita e di sublime esaltazione del bello.
La pittura di Annita Borino, fatta di eleganza che oscilla tra perfezione e razionalità, è a mio avviso anche un misto di rigore disegnativo e di fantasia intellettuale dove Annita costruisce la sua opera in maniera geniale e immensamente poetica.


 

Dipinto di Domenico Guzzetta – La scala dei turchi

 

La stesura del colore che io intravedo in questo dipinto di Domenico Guzzetta mi sembra un po’ più autonoma e soprattutto carica di pennellate intervallate da fasce di colore un po’ più delicate, questo sicuramente perché il nostro autore volendo rappresentare questo paesaggio intitolato la scala dei turchi ha voluto evidenziare il bianco superbo della rinomata scogliera siciliana.
Domenico Guzzetta pittore di tipo realfigurativo, almeno di quello che io conosco di lui, predilige nelle sue opere i paesaggi, e devo dire che lo fa con quel realismo così sottile da identificarlo un bravo pittore del nostro tempo.
Analizzando quest’opera di Domenico Guzzetta l’autore mette in risalto anche la luce, e lo fa con questo tramonto delizioso che sembra intervallare il dipinto in tre fasce di colore, l’arancione, il bianco e l’azzurro del mare molto agitato. Il maestro Guzzetta inoltre è un grande approfonditore dei particolari, non lascia niente al caso, ogni cosa è studiata a tavolino in un gusto quasi monastico, con un suo stile ben preciso che riconoscerei a un miglio di distanza, e la sua spontaneità nell’affrontare le tematiche non lo distraggono da quella sua intima partecipazione che il pittore Guzzetta conserva in sé, in un atmosfera mai dimessa e affettuosamente quotidiana.


 

Dipinto di  Marco Troia – Paesaggio siciliano

 

In questo dipinto di Marco Troia che vuole raffigurare una campagna siciliana attraversata dal fiume con il suo delizioso ponticello, intravedo una ricerca da parte dell’autore a sottolineare l’importanza che il nostro Marco vuole dare alla straordinaria bellezza di questa sua versione paesaggistica, cogliendo quel calore mediterraneo co questi colori puri, forti e dissonanti, quasi inesistenti in natura.
La nozione che Marco Troia vuole chiaramente comunicare a noi con questa tela è il frutto di tantissimi anni di studio in cui il nostro autore ha saputo semplificare e costruire soprattutto attraverso le sue pennellate materiche, che mi ricordano molto le ultime prove di Cézanne.
Marco sicuramente ha studiato molto l’arte di Cézanne e la sua ricerca individuale con il suo inconfondibile tratto che appare semplificato e costruito si confronta fattivamente con la sua opera.
Marco Troia oltretutto nella sua estenuante ricerca pittorica si considera un vero maestro, e il suo interesse per i grandi autori del passato lo hanno sicuramente stimolato e influenzato dal punto di vista interpretativo, mostrando oltretutto le sue capacità rivoluzionarie ispirandosi alla costruzione dell’opera con quel suo stile innovativo e dirompente, dove si innestano grandi curiosità per tutte quelle avanguardie pittoriche e per tutte le generazioni di pittori che hanno fatto grande la storia dell’arte europea


 

Dipinto di  Danièle Bousson – Poesia siciliana

 

Danièle Bousson nella sua tela che raffigura uno scorcio tipico della nostra isola in un luogo non definito, mette subito in risalto questo ulivo sferrato dal vento, che rende questo dipinto molto originale mostrando qui tutta la sua conoscenza non solo del paesaggio siciliano, ma anche la scelta figurativa dei particolari che Danièle predilige attraverso queste tonalità di colore molto autonome con questo violetto del cielo e l’azzurro del mare rispondendo così alle proprie intenzioni che la nostra brava autrice intende trasmettere al fruitore attraverso questo suo mezzo espressivo molto ricercato e che comunque incline al suo modo di interpretare questa spiaggetta con il suo stile probabilmente utilizzato in questi ultimi anni.
Danièle Bousson riesce con questa sua tecnica e da questo suo gusto quasi impressionista a pennellare con il colore denso l’interesse per la definizione delle masse, per esempio in questo caso dell’albero mostrando una evoluzione della sua pittura molto personale ed una ricerca soggettiva e oggettiva della composizione. Brava Danièle

 


 

Dipinto di Angela Sarzana –  Il cammino nel bosco

 

Angela Sarzana pittrice con alle spalle una lunga partecipazione a collettive e qualche personale, vincendo anche alcuni premi della critica, secondo il mio modesto parere si identifica tra quegli artisti post moderni, con una forte carica emotiva e da un forte carattere che è innato nella sua persona.
Angela Sarzana che di professione è farmacista, ultimamente si è iscritta all’Accademia di belle arti di Palermo e questo perché in accordo con il suo volere di intraprendere sempre nuove conoscenze con la consapevolezza di
esplorare nuove tecniche e nuove nozioni che solo l’Accademia in questo momento è in grado di fornirgli.
Angela Sarzana dal forte carattere a volte dirompente decide solo lei quando potere creare un opera, poterla mostrare al pubblico e giudicarla secondo il suo punto di vista. Angela giudice di se stessa.
In questo dipinto straordinario intitolato il cammino nel bosco in tecnica mista si evince tutto il suo amore per la fotografia, con questi colori che sembrano prodotti da un filtro, perfezionati dallo studio degli alberi in simbiosi con il paesaggio sottostante.
Angela Sarzana vuole conoscere sempre cose nuove, quasi una sua ossessione, per perfezionarsi e dare il meglio di sé stessa. Angela a mio avviso con quest’opera diventa sognatrice di sé stessa, questo realismo che lei racconta attraverso questa immagine, la porta a identificarsi in un rapporto immagine-realtà, una sfumatura magica, come magica è la sua pittura.
Quando Angela crea un opera è consapevole di pubblicare qualcosa che deve sorprendere il fruitore e farlo divenire parte in causa del dipinto stesso.
Il suo amore per la fotografia è determinante quasi sempre per la creazione dell’opera, quasi un peregrinare che la porta a giocare con la tela con una disinvoltura che sa di eleganza e con una leggiadria convinta sempre di potere comunicare quel messaggio fatto di carica emotiva e profonda saggezza che solo un piccolo genio come lei può trasmettere.


 

Dipinto di Damiano Messina – Le saline di Marsala

 

Il pittore in questione, dall’impronta figurativa da come si evince in questo dipinto e da qualche altro che l’autore amichevolmente mi ha mostrato privatamente è frutto di una accurata conoscenza dei materiali posti nella tavolozza e di una conoscenza approfondita del territorio siciliano come quello in questo caso della provincia di Trapani.
Damiano Messina dimostra in questa opera uno stile chiaramente indipendente, scomponendo le figure: il gabbiano, il cielo, la barca in primo piano, il mulino, le saline, secondo piani geometrici creando così una sorta di prospettiva arbitraria, uno spazio impossibile, in cui diventa normale il grande gabbiano che sorvola il mulino a vento in tutta la sua bellezza.
Con questa successione “ordinata, razionale dei piani, non sorprende che tutto si fonde in una atmosfera magica, calda, quasi intima che l’autore ha verso la propria terra di appartenenza: la Sicilia.
Il colore che Damiano Messina riproduce nella tela è il frutto a mio avviso di una sua autorevole consapevolezza di creare un effetto quasi plastico-volumetrico, dove qui la natura è rappresentata come vita, quella vita come natura e come storia.
Damiano Messina in questa sorta di naturalismo raffinato e purissimo risolve il suo dipinto in un turbinio fantastico che vede volteggiare il grande gabbiano in un mondo che sa di favola e di sogno con questa spazialità lucida, quasi biblica.

 

 

 

 


 

Dipinto di Teresa Sciortino – Pigghialu Pigghialu

 

Teresa Sciortino, artista importante che con questo dipinto per la mostra dedicata al paesaggio di Sicilia intitolato Pigghialu Pigghialu, propone chiaramente la pesca del tonno, in una località che verosimilmente potrebbe essere Favignana, mostra qui tutta la sua straordinaria perfezione di stile, tecnica come stile, dunque stile dell’arte, un arte che lei ha costruito meticolosamente negli anni, secondo un applicazione del colore portato a termine con grande maestria, assumendo una dialettica poetica dove la nostra brava autrice è cosciente del messaggio che intende trasmettere al visitatore del suo dipinto.
Teresa Sciortino dunque attraverso la sua analisi elaborata, approfondisce il significato dell’opera che sta per costruire, caricandola di quel gusto espressivo dove Teresa prova a confondere con grande abilità il suo interesse per la pittura a volte romantica e a volte impressionista, coniugandola con quella tematica siciliana a lei molto cara e soprattutto caricata dall’uso dei colori esageratamente caldi.
Teresa Sciortino raggiunge in questi ultimi anni una maggiore cura descrittiva, dove la sensazione rimane sensazione, e dove l’esperienza la porta a raffigurare la realtà come spinta dal sentimento in un equilibrio assoluto che Teresa raggiunge tra la totalità del mondo circostante in cui vive e la totalità dell’io.


 

Dipinto di Carla Allegra – Maria

 

Questo dipinto delizioso di Carla Allegra intitolato “Maria”, dove si vede in primo piano questa donna seduta nell’intento di ammirare questo bellissimo panorama che mi ricorda un po’ quello del Golfo di Castellammare, è caratterizzato dalla vivacità di questi colori che lei è brava a fondere con una coscienza estetica e quindi con un atteggiamento molto positivo che lei ha nei confronti della realtà dove la nostra brava autrice in questa sua esperienza di artista si basa anche sulla conoscenza di alcuni grandi maestri del passato che l’inducono a rappresentare sulla sua tela anche una conoscenza intellettuale del soggetto o dell’oggetto che lei vuole rappresentare.
Carla Allegra sa cogliere bene nella sua arte la condizione primaria e originaria dell’essere, la donna seduta che ammira il panorama che lei chiama Maria non è altro che l’interpretazione giusta di una donna inserita in questo contesto dove Carla intenzionalmente la pone come soggetto principale dove l’immagine può avere mille significati o nessuno.
Carla Allegra a mio avviso si serve di un linguaggio moderno, un linguaggio della ragione, dove Carla passa progressivamente da una sorta di naturalismo raffinato e purissimo, a una sorta di straordinaria fantasia, dove tutto si può trasformare in un gioco fatto di una sensibilità sottile, emotiva, che quasi dilaga con lo spazio, trasferendo nella tela un morbido gioco che sa tanto di fantasia e di surrealismo totale.


 

Dipinto di Vita Taormina – U campanaru

 

U campanaru, questo scorcio di panorama della nostra bella terra di Sicilia, che Vita Taormina ci propone per la mostra dedicata al paesaggio di Sicilia, è frutto di una sua esperienza basata principalmente su un emozione estetica, che la nostra autrice sembrerebbe quasi volere immobilizzare, cristallizzando sulla sua tela quest’immagine in questo suo gesto, a renderla così quasi anonima, distaccata, trasformandola in una statua.
Vita Taormina in questa opera gioca molto in uno studio dove la composizione in chiave ottico-dinamico, ha un ruolo fondamentale dal punto di vista di chi osserva, in considerazione anche di uno sfruttamento di superfici concave e convesse, date in questo caso dalla roccia che Vita riproduce e che è ricca di vitalità, anche se l’immagine potrebbe sfociare in un monumentalismo retorico e troppo carico di tensione.
Vita Taormina prosegue questa opera con una creatività incessante, libera, straordinariamente felice, dove si intravede una particolare interpretazione del dipinto in questione con una raffinatissima sensibilità che Vita esprime in questo suo “assemblage”, e nei quali sembra emergere qui tutta la sua ammirazione nei confronti dell’arte figurativa contemporanea proiettata in quel mondo meraviglioso che lei identifica nella sua amata terra di Sicilia.


 

Dipinto di Aurelio Cartaino  – Gli ombrelloni di Mondello

 

Molto bello questo dipinto di Aurelio Cartaino che vuole come protagonista la spiaggia di Mondello, con i suoi ombrelloni, un dipinto questo che può sembrare di un periodo che ricorda il movimento impressionista francese, quasi Monettiano, una fotografia con questi colori color pastello molto sottili, che Aurelio usa magistralmente per immortalare un momento della calda giornata mondellana.
Aurelio in questo dipinto mostra un suo spirito anche realistico, pur nell’ambito di un prezioso decorativismo, in cui spicca la personalità dell’autore, e dove Aurelio introduce sapientemente un intreccio di colori che costituiscono la fisionomia del dipinto.
Aurelio Cartaino inoltre, incornicia splendidamente la
scena, l’affollamento di questi ombrelloni volutamente riprodotti qui, sono elegantemente stilizzati con una raffinatezza che l’autore confeziona deliziosamente.
Aurelio inoltre cura attraverso il colore, la sovrapposizione dei particolari, mettendo a fuoco alcune parti della composizione più delle altre.
Aurelio con pochissimi elementi a disposizione: gli ombrelloni, le capanne caratteristiche con il tetto rosso, lo sfondo del mare azzurro, ha saputo elaborare un piccolo capolavoro caratterizzato dal suo stile artistico, frutto probabilmente di un accurato studio che lui ha sicuramente perfezionato negli anni e che oggi restituisce al fruitore una moltitudine di piccoli frammenti che penetrano nel cuore di tutti noi


 

Dipinto di Adriana Bellanca – San Giovanni degli Eremiti

 

Adriana Bellanca per il paesaggio di Sicilia propone un classico della nostra città di Palermo: San Giovanni degli Eremiti. Quello che mi colpisce subito è la vivacità di questi colori che Adriana usa per rappresentare il monumento più famoso di Palermo, elaborando nella tela un ordine maestro con un ritmo compositivo che appare lento e pacato, quasi a sottolineare il valore di introduzione a questo edificio che per Adriana costituisce il tempio della religiosità universale, carica di un linguaggio multietnico diffuso nella nostra città fin dai tempi degli arabi.
Adriana in questa opera crea un atmosfera di silenzio e quasi di solitudine, che favorisce la contemplazione del dipinto stesso, interpretandola con una originalità in cui l’autrice usa degli schemi semplici e geometrici, dando una spazialità nel quadro dilatata e grandiosa, facendogli assumere un respiro ancora più ampio in una architettura quasi del tutto concentrata in uno spazio molto limitato.
Adriana Bellanca in questo dipinto, assume un atteggiamento sciolto e rigorosamente consone al suo modo di dipingere, e lo fa’ con una
precisa ricerca dove è semplificata la forma, la luce, i contorni, i colori, lo spazio, in un rapporto idealmente concluso con una personalità creatrice raggiungendo un altissimo grado di consensi da parte degli addetti ai lavori.
Adriana Bellanca con questo dipinto muove con vivacità tutta la composizione, con un gusto particolare e con una eleganza contemplata con un infinito amore dove la nostra brava autrice riprende la tradizionale tipologia ARABO-NORMANNO soffusa ma intensa di vitalità.


 

Dipinto di Lina Collesano – Cefalù


Questo elegante dipinto di Lina Collesano che raffigura Cefalù con la sua rinomata spiaggetta, con queste barche in primo piano e le case di epoca medievale sullo sfondo, in questa atmosfera silenziosa e di pace profonda, inserita nella tela quasi come se fosse un ambiente domestico, che culmina con questo sfondo paesaggistico in una scenografia data dal contesto dove la composizione tradizionale apre dinamicamente lo spazio e dove la nostra brava autrice con molta cura amplia la scena in uno schema quasi prospettico che Lina Collesano magistralmente imprime nella sua tela, facendola divenire così un opera di straordinaria bellezza.
Lina Collesano in questa opera permette al fruitore di intuire da quale punto di vista l’autrice pone il suo cavalletto per raffigurare l’opera con una approfondita osservazione sulla realtà dell’ambiente naturale, escludendo la presenza della figura umana, quasi a sottolineare il suo interesse esclusivamente per evocare il fascino di questo nostro patrimonio Unesco, dove vede la cittadina normanna al centro di una universalità che Lina Collesano attenziona nel suo supporto telato, quasi a commemorare il paesaggio con una eccezionale intensità artistica

 


 

Dipinto di Rosalba Borino – Piano Battaglia L’ultima gelata

 

Rosalba Borino, in questo dipinto immortala l’ultima gelata a Piano Battaglia, dove la nostra autrice inequivocabilmente tende a rappresentare qui
l’immagine di quello che l’inverno ha lasciato dietro di sé, con una espressività ricca di elementi dove il paesaggio assume l’aspetto di una visione quasi interiore, in uno spazio delimitato e dove Rosalba imposta la sua opera ostinandosi a trasmettere al fruitore l’immagine laconica di questa ultima gelata che lei malinconicamente fissa nella sua tela.
Rosalba Borino tenta in tutti i modi di indirizzare il suo messaggio con questa sua visione entro cui si organizza il mondo poetico della sua pittura, con una sensibilità e un atteggiamento che raggiunge quasi una sublimata astrattezza, quasi a tormentarsi da rivelare a tal punto a tutti noi una profonda malinconia e commovente stato d’animo.
Rosalba Borino rappresenta qui l’ultimo atto di un freddo inverno che la natura miracolosamente ci svela, e lo fa in una maniera esplicitamente espressiva cogliendo il momento più suggestivo quale può essere appunto anche l’ultima gelata.

 


 

Dipinto di Aida Vivaldi – In Sicilia è sempre primavera

 

In questo dipinto così suggestivo di Aida Vivaldi dove la nostra brava autrice con stupefacente facilità di mano traduce nella tela una numerosa varietà di colori, tra i più vivaci in natura, dove la nostra Aida ricostruisce stilisticamente e cronologicamente la storia della nostra terra, con tutte queste componenti, risultato di un eclettismo innato nel DNA della nostra brava autrice.
L’opera di Aida, in uno spettacolo di colori che mi ricordano la vivacità dell’ultimo Guttuso, segna una tappa fondamentale dove la forma, in questo caso dato dalle case in primo piano e dai monumenti sullo sfondo, con questa venere bianca in primissimo piano, rivelano una natura dinamica ed emotiva, irreale e visionaria, dove la nostra Aida irrompe dall’alto sulla scena, in una composizione altamente scenografica e quasi tintoresca, dove la policromia la fa’ da padrone. Aida Vivaldi, con una lunga carriera di artista, dotata di una espressività interiore e di un realismo illuminato da esigenze emotive, con questo dipinto schiettamente antipopolare, ma più monumentale, con una impostazione belliniana, si scompagina in ritmi più mossi e accenti più emotivi, conseguenza di una formazione che attinge ai succhi più vari della cultura figurativa siciliana, pur nel costante permanere di una sensibilità raffinata in una maniera quasi baroccheggiante come dimostra questo dipinto.


 

Dipinto di Antonietta Mazzamuto – L’isola bella di Taormina

 

Questo acquerello su carta di Antonietta Mazzamuto che raffigura l’isola bella di Taormina, una vetrina fondamentale che in qualche modo identifica la nostra terra di Sicilia in tutta la sua bellezza, e che la nostra autrice propone per il paesaggio di Sicilia, e lo fa’ alla sua maniera, una pittura molto personale e delicata, con una raffinatezza e una originalità tipica dei più bravi acquarellisti del nostro tempo.
La sua mano sottile che Antonietta adopera per questo acquerello, qui traspare con quel gusto, in questa sua ricerca naturalistica e fluida, frutto della sua più che decennale esperienza nel campo della pittura.
Antonietta Mazzamuto ritrae questo paesaggio con un portamento squisito e conforme ai canoni che ricordano la pittura impressionista italiana di fine ottocento, dove la nostra brava autrice imprime questi azzurri dai toni più o meno intensi che meritano senz’altro un giudizio convincente da parte del fruitore.
Antonietta inoltre in questo paesaggio fantastico, quale è l’isola bella di Taormina, cura un atteggiamento a mio avviso molto rivelatore, frutto di una lunga esperienza che l’artista sintetizza con lirica autonomia espressiva, nella forma di quasi rivoluzionaria impostazione cromatica della maturità, in un suo percorso artistico che si avvia di sicuro in una lenta maturazione che fa’ presagire un importante futuro.


 

Dipinto di Daniela Orlando – Cielo, mare, spiaggia

 

Daniela Orlando nel suo dipinto intitolato “cielo, mare, spiaggia” pone al fruitore questa originale opera, frutto di una sua sperimentazione astrattistica ma con una profonda comprensione del reale.
Il compito di Daniela Orlando consiste nel fare penetrare quel messaggio essenziale delle cose, esprimendolo attraverso la forza pura e misteriosa del colore.
Daniela, un passato dedicato molto alla pittura, anche figurativa, qui documenta un provvisorio allontanamento dalla sua pittura precedente e lo fa’ animando questo dipinto con una forza interna che si trasmette allo spettatore.
Daniela Orlando nulla improvvisa, nella sua pittura tende quasi sempre a sottolineare il carattere di una momentanea accensione e di trascorrente emotività della sua arte, per molti aspetti simili alle composizioni da lei espresse negli ultimi anni.
In questo dipinto inoltre rivelo una forza “organizzativa” sulla base degli stessi principi della rappresentazione classica, il mare, il cielo è la spiaggia non sono altro probabilmente che il fascino segreto del suo certosino lavoro


 

Dipinto di Pippo Spinoso – Il gorgo del drago Ficuzza

 

Questo accesissimo dipinto di Pippo Spinoso tipico della sua arte, testimonia il suo amore per la Sicilia e i colori della nostra terra, che Pippo manifesta qui influenzato indubbiamente dai suoi grandi predecessori maestri siciliani dell’ultimo Novecento, dimostrando qui una sua applicazione all’imitazione della realtà, dove Pippo Spinoso vuole fare comprendere a tutti noi che l’arte non ha come scopo l’imitazione, ma si deve dimostrare anche attraverso la creazione, le leggi che la regolano, e
non deve essere creata per forza a sua immagine e somiglianza.
In questo dipinto molto gradevole e tecnicamente perfetto, il nostro autore mette a disposizione del fruitore dei magici accordi cromatici, dove il paesaggio mediterraneo, che in questo caso lui raffigura con il gorgo del drago nel bosco di Ficuzza, risponde ad una notevole complessità di colori, animati da una grande tensione luminosa, e dove il colore rappresenta per Pippo il percorso vibrante e cromatico della sua arte.
Pippo Spinoso in questa opera usa oltretutto un linguaggio, frutto di una operazione accademica, dove ogni elemento è espresso da lui con la forza delle emozioni, e dove il nostro autore evoca nella sua tela con queste forme paesaggistiche con colori ora vivi ora smorti, ma sempre stesi a pennellate evidenti, vorticose, in un “espressionismo” caratterizzato dall’esasperazione delle emozioni.


 

Sara Mineo – Cupole di San Giuseppe dei Teatini e di Santa Caterina.

 

Questo delizioso acquerello di Sara Mineo che evoca uno scorcio della nostra città di Palermo con le cupole di San Giuseppe dei Teatini e Santa Caterina, notiamo subito il carattere e l’esemplare finezza dell’uso dell’acquerello da parte della nostra Sara Mineo, in una magistrale interpretazione dove la nostra brava autrice riesce a restituire a noi la solenne e superba antica Cattedrale di Palermo, ovvero San Giuseppe dei Teatini e la cupola di Santa Caterina, in un immagine quasi da cartolina, in un realismo elegante con una descrizione minuziosa dell’ambiente circostante, che Sara ci testimonia in questo acquerello. Sara Mineo con un passato molto importante della sua pittura, dimostra qui ancora una volta di possedere una brillante conoscenza legata a quel “vedutismo di maniera”, tra aspetto scenografico e classicheggiante, e dove la nostra Sara Mineo attraverso la sua conoscenza del paesaggismo palermitano interpreta bene qui alla perfezione l’opera acquarellistica con una indagine conoscitiva anche dei monumenti in una visione lirica e romantica sostanzialmente legata al suo grande affetto per la città di Palermo. Sara Mineo con questa opera raggiunge a mio avviso una quasi consacrazione in ambito nazionale della sua pittura giustificata soprattutto da un valore dominato dal suo virtuosismo compositivo molto al di là di una semplice interpretazione figurativa.


 

Dipinto di Enza Orestano – Monte Pellegrino e il suo mare

 

Enza Orestano con il suo Montepellegrino e il suo mare che lei con apparente disinvoltura interpreta nella sua tela, è quasi portata a rivendicare l’essenzialità’ del paesaggio che lei intende raffigurare, e lo fa con un linguaggio molto schietto, percepibile all’occhio del fruitore, con questo movimento contraddistinto da un carattere molto stilizzato e dove la nostra Enza sembra quasi impadronirsi della tela stimolata dalla bellezza del paesaggio che ha di fronte.
Enza Orestano in questa sua opera crede bene di potere riprodurre l’essenzialità del mondo che la circonda, trascurando i particolari, sostituendoli con un ricco accostamento di colori, creando così una sorta di improvvisata ma personalissima interpretazione dello splendido scenario che ha di fronte, con un temperamento molto suggestivo e carico di razionalismo pragmatico. Il Montepellegrino e il suo mare comunque rimane un opera dove Enza Orestano dimostra con grande disinvoltura la sua volontà nel conferire al suo dipinto una zampillante euforia nell’uso dei colori molto accesi dandogli quella solarizzazione che rimane sempre tipica del nostro concepire il paesaggio di Sicilia.

 


 

Dipinto di Francesco Licciardi – Meriggio

 

Francesco Licciardi in questo meriggio siciliano, che lui propone per il paesaggio di Sicilia, riscontro un approfondita ricerca da parte dell’autore applicata ad un suo desiderio di interpretare l’opera in una sua espressione che tende ad un surrealismo parallelamente movimentato dalla necessità di dissacrare l’opera facendola diventare dominio di un sogno individuale, dove il nostro autore ci avvolge e ci imbeve in questa meravigliosa descrizione figurativa in una sorta di realtà assoluta, di surrealta’ se così si può dire, dove l’artista può trovare il “meraviglioso”, il regno dello spirito, dove sogno e realtà si fondono, restituendo agli uomini la loro integrità.
Il dipinto di Francesco Licciardi, caratterizzato da questi vivacissimi colori che sconfinano in questa campagna e dove la luce ha un azione determinante sul resto dell’opera, racconta un momento di vita quotidiana, dove l’autore è sollecitato dalla scena che ha di fronte, il carro con il cavallo, le ragazze che giocano, attraversato tutto dal suo desiderio di mettere in luce questi elementi in un gioco di suggestiva e compiaciuta espressività con una ricerca appassionata e ricca di risonanza poetica.


 

Dipinto di Grazia Zito – Scorcio della Valle dei Templi

 

Grazia Zito in quest’olio su tela che raffigura uno scorcio della Valle dei Templi, utilizza uno schema molto semplice dove si evince un ordine classico delle cose, con i resti di un tempio in piena sintonia con un arte geometrica e ordinata, circondato il tutto da un paesaggio che fa riferimento alla classica vegetazione siciliana, e dove riscontro uno sviluppo autonomo del colore e della forma molto gradevole, caratterizzata sicuramente da una momentanea accensione e trascorrente emotività con una profonda comprensione del reale.
Grazia Zito organizza il suo lavoro cosciente di presentare al fruitore una rappresentazione classica del paesaggio di Sicilia dettata dal suo straordinario amore per questa terra.

 

 

 


 

Dipinto di Giuseppe Misuraca – Antichi mestieri per le strade di Erice.

 

La capacità di questo straordinario artista di esprimere attraverso il movimento pittorico che si rifà al periodo Naif, è,  come si evince da questo dipinto, quasi fiabesco, frutto di una operazione accademica, in un contesto quasi allegorico, organizzato il tutto con una cristallina capacità attraverso le immagini, subordinata a questo linguaggio dove ogni singolo elemento è espresso meticolosamente, giustificato dall’ idea di dovere rappresentare un momento molto significativo della giornata ericina, con questo personaggio intento a far trasparire la sua attività lavorativa per le strade di Erice.
Un dipinto questo di Giuseppe Misuraca dove si coglie una grande intimità, dove l’artista intende suscitare al fruitore un messaggio emozionale, manipolando una realtà, elaborata attraverso una riproduzione pittorica, ritagliata e sistemata in modo adatto da smascherare una tranquilla giornata autunnale per le vie di Erice

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Dipinto di Anna Balsamo – Blu di mare

 

Trovo veramente delizioso questo dipinto di Anna Balsamo intitolato blu di mare che rispecchia in toto la sua arte pittorica, con uno stile molto giovane dimostrando di essere in grado di esprimersi molto liberamente come si evince in questa opera.
Anna Balsamo in questa tela raffigura un viso di donna coloratissimo, tipico della sua arte con un accurata preparazione dei materiali che la nostra brava artista intende imprimere nel suo supporto telato, dando risalto anche ai contorni che completano l’opera con le barche e l’azzurro del mare.
Anna Balsamo con questo suo atteggiamento di riprodurre sinteticamente ed essenzialmente il tema del paesaggio di Sicilia, tuttavia non la esime dall’interpretazione del quadro molto ricco ed elegante provocando al fruitore una sensazione di fresco realismo pur nella raffinatezza della composizione molto stilizzata con la sua dichiarata spontaneità nell’esprimersi in modo vivace e con assoluta freschezza nell’uso dei colori.
La cromaticità intensa del dipinto in questione a mio avviso si basa pure sull’intensità‘ di animo che Anna conserva nel suo istinto di donna sicula, una personalità forte, dalle grandi capacità di creare una scena che richiama la tradizionale ma anche innovativa pittura siciliana contemporanea, non per niente convenzionale e che fa ben sperare in un futuro speranzoso e per una immediata valorizzazione di quel patrimonio ereditario che ogni brava nostra artista deve sapere proteggere.

 

 

 


 

Dipinto di Rita Benzo – Il Pellegrino

 

 

Questo pastello acquerellato di Rita Benzo che rappresenta Montepellegrino è raffigurato in una formula pseudo iconografica in contrasto con la pittura realista e caratterizzato dall’uso del pastello per evidenziare la forma del monte e i limoni che fanno da cornice al quadro.
Rita Benzo, in questa sua interpretazione molto decorativa, si esprime con un semplice gioco delle linee di contorno, dove riscontro alcuni tratti di pittura con uno spessore a volte decrescente necessario a mio avviso a evidenziare in alcuni tratti la fisionomia del monte e far capire al fruitore l’intenzionalità’ da parte dell’autrice di produrre un opera con pochissimi elementi a disposizione ma ricca di messaggio quasi promozionale per far conoscere questo promontorio citato pure da Goethe che lo definiva il più bello al mondo.
Rita Benzo non si preoccupa molto di definire il paesaggio circostante, la sua idea è soltanto quella di rappresentare il Pellegrino, simbolo eterno ed universale della nostra amata Conca d’oro.


Dipinto di Anna Torres – Politeama di Palermo

 

Anna Torres in questa sua rappresentazione condizionata sicuramente dall’emergenza sanitaria provocata dal Covid 19, che ha coinvolto tutti noi a stare chiusi in casa, e con questa Piazza Politeama deserta, in un pomeriggio di pioggia, in una pacata atmosfera, quasi rassicurante, dove spicca sul fondo la struttura del teatro, perfettamente inserito nel tessuto urbano, in questa Piazza simbolo della nostra città di Palermo e che Anna Torres plasma nella sua tela inserendo a mo’ di ragione la magnificenza e la imponente monumentalità’ del teatro, facendogli assumere il ruolo di protagonista, in un raccordo fra le varie entità architettoniche dove l’uso combinato di colonne, pilastri, porticati, loggioni, determinano la vivacità di questo teatro e dove Anna Torres sfrutta la pittura a olio per riprodurre con esattezza i contrasti di luce, il cromatismo, le sfumature, accostandoli con estrema libertà, quasi evocando la solennità dell’intera opera.
Anna Torres con questa opera riesce a mio avviso a manifestare al fruitore una sensazione quasi di ascolto, dove i suoni dell’orchestra sinfonica echeggiano fuori dal teatro in una sinfonia dall’apparenza magica.

 


 

Dipinto di Felicia Vadalà – Mondello

 

La nostra artista Felicia ci propone per il paesaggio di Sicilia la nostra bellissima Mondello, e lo fa da un angolazione dove il mare e Montepellegrino sullo sfondo ci proiettano in uno scenario che fa’ capolino ad una relazione antichissima, tra l’uomo ed il senso più profondo della natura e dell’universo.
Questa meravigliosa immagine moderna che rende giustizia alla bellezza del paesaggio che Felicia intende mostrare a tutti noi, trova in questo scorcio panoramico una insostituibile e preziosa testimonianza della storia e della cultura mediterranea.
In questa tela, la mia memoria riflette sulla modernità e i suoi cambiamenti, perché qui il senso del passato, della memoria, rivive ancora nelle cose di tutti i giorni.
Questo fermo immagine che Felicia Vadalà ci propone con il suo paesaggio mondellano, con questa quiete che inevitabilmente si percepisce, raggiunge la consapevolezza dell’importanza che il mare riveste sull’intera scenografia del dipinto, come uno scrigno che custodisce antichi reperti, un tesoro d’arte, una memoria storica, che non si finisce mai di conoscere, con questo azzurro del mare Tirreno, considerato patrimonio naturistico e ambientale della nostra Capitale Normanna: Palermo.
L’opera in sé, tecnicamente molto valida è frutto di una lunga esperienza artistica, e testimonia la perseveranza di Felicia di arricchire il suo già ricco repertorio con il suo stile inconfondibile, quasi narrativo, in una disciplina compositiva che lei perfeziona sistematicamente sia quando raffigura paesaggi, sia quando raffigura i volti.